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Torna sul Blog Dorelan l’atteso appuntamento con gli approfondimenti della nostra Esperta del Sonno, la Dottoressa Sara Marelli del Centro di Medicina del Sonno dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Con questo post apriamo una serie di approfondimenti tutti dedicati al tema dell’insonnia, il più comune e insidioso tra i disturbi del sonno.

Data la vastità è l’interesse dell’argomento, lo affronteremo infatti in più capitoli: in questa prima occasione cercheremo essenzialmente di capire cosa sia e chi colpisca l’insonnia, mentre negli appuntamenti che seguiranno ci occuperemo delle cause che ne favoriscono l’insorgere, delle conseguenze che l’insonnia porta a chi ne soffre, e del come prevenirla, affrontarla e combatterla.

Buona lettura!

Che cos’è l’insonnia?

L’insonnia viene definita secondo ICSD-2 (la seconda edizione della Classificazione Internazionale dei Disturbi del Sonno – International classification of sleep disorders, a cura dell’American Academy of Sleep Medicine) come “Disturbo caratterizzato da difficoltà d’inizio, durata, mantenimento o qualità del sonno, pur in presenza di adeguate condizioni che favoriscono il sonno, e che presenta diverse conseguenze diurne strettamente correlate al sonno notturno disturbato”.

In particolare si distinguono tre tipi di insonnia: quella iniziale che consiste nella difficoltà ad addormentarsi, quella centrale caratterizzata da frequenti risvegli durante la notte e quella terminale che si manifesta con un risveglio precoce mattutino.

Tutti questi tipi di insonnia inducono in chi ne è colpito la sensazione di una scarsa qualità e quantità del sonno, causando spesso durante la veglia una serie di malesseri psico-fisici quali irritabilità, spossatezza, mancanza di attenzione, dolori articolari – fenomeni che senza dubbio incidono pesantemente sullo stato di benessere psico-fisico generale della persona.

Insonnia: semplice disturbo o patologia?

L’insonnia può avere una durata molto variabile nel tempo a seconda del soggetto che ne è colpito e delle cause che ne favoriscono l’insorgere: si fa infatti differenza tra insonnia situazionale, ricorrente e persistente.

La prima (insonnia situazionale) si manifesta essenzialmente in un singolo episodio, non di rado della durata di più notti, e spesso è legata a situazioni di stress “situazionale”, quali un esame, un lutto, un cambiamento radicale nelle abitudini di vita, oppure a stress prolungati fisiologici (ad esempio una grave malattia o cambiamenti repentini di fuso orario).

Una volta venuta a mancare la causa scatenante, l’insonnia situazionale generalmente scompare senza lasciare segni se non quelli di una normale privazione del sonno.

L’insonnia ricorrente è caratterizzata da tempi più lunghi, dell’ordine di un mese o poco più, e generalmente si manifesta con un decorso intermittente, nel quale a brevi periodi di notti disturbate si alternano situazioni di sonno regolare.

Col tempo la situazione tende a tornare alla normalità – sebbene non siano da escludersi delle ‘ricadute’ a distanza anche di anni – mentre sotto l’aspetto fisiologico durante il periodo in cui il disturbo si manifesta chi ne è colpito accusa sensazioni di malessere diffuso e forte disagio psicologico.

Chi non è così fortunato da tornare ad una situazione di normalità del ciclo sonno-veglia sono coloro i quali soffrono di insonnia persistente o cronica, che accompagna negli anni chi ne è colpito causando gravissime conseguenze per la salute.

In questo caso il disturbo diventa una vera e propria patologia, e necessita di supporto medico specialistico e di adeguate terapie che possono essere fornite nei Centri di Medicina del Sonno.

Interessante è notare come l’insonnia persistente possa variare tipologia nel tempo: nelle prime fasi generalmente si manifesta come insonnia iniziale, per poi trasformarsi spesso in centrale o tardiva e continuare poi ad oscillare nel tempo tra le tre fasi.

L’incidenza dell’insonnia sulla popolazione

Non è facile dire con precisione quante siano le persone che soffrono d’insonnia: certo non mancano gli studi e le ricerche sull’argomento, ma è difficile raffrontare i dati in quanto spesso gli specialisti li hanno raccolti sulla base di teorie e definizioni diverse del disturbo.

Dovremmo accontentarci quindi di capire gli ordini di grandezza del fenomeno, e soprattutto di farci un’idea piuttosto precisa della sua distribuzione geografica.

Già nel lontano 1978 la prestigiosa società demoscopica americana Gallup rendeva pubblici i dati di un sondaggio secondo il quale il 95% degli americani aveva sofferto almeno una volta nella vita di insonnia.

Secondo gli esperti italiani nel nostro paese sono circa 12 milioni le persone che lamentano problemi di insonnia, e di questi 12, almeno 4 milioni ne sono afflitti nella sua forma cronica!

Ciò che mette d’accordo tutti gli studiosi è la lettura socio-geografica dell’incidenza dell’insonnia: com’è intuibile, essendo questa legata a filo doppio allo stress e a uno stile di vita frenetico, le società cosiddette ‘occidentali’ ne risultano colpite in maniera decisamente più forte rispetto a quelle orientali, nell’ordine spesso della decina di volte in più!

Queste prime e semplici informazioni sono già più che sufficienti per mostrarci quanto il fenomeno dell’insonnia sia davvero ampio e diffuso, e come sia quindi fondamentale dotarsi di informazioni e strumenti per prevenirlo e contrastarlo efficacemente.

Uno stile di vita sano e regolare, il rispetto delle semplici ma fondamentali regole di igiene del sonno e un buon sistema letto sono alla base della prevenzione dell’insonnia, ma vedremo nei prossimi appuntamenti molti altri importanti suggerimenti per affrontarla e combatterla.

Dottoressa Sara Marelli
Esperto del Sonno Dorelan

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